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GIULIANO COLLINA. CASE DELL’ANIMA
Milly Pozzi Arte Contemporanea
5 dicembre 2003 – 29 febbraio 2004
La Galleria Milly
Pozzi Arte Contemporanea, che ha esordito con la presentazione a Venezia,
negli spazi dell’antica Scuola dei Mercanti, della mostra “Giuliano
Collina. Animi domus”, inaugura ora a Como il suo spazio espositivo
(in Via Parini 18) riportando le opere dell’artista proposte in quell’occasione
nella città, in cui Collina, nato a Intra nel 1938, vive dal 1944.
Questo ciclo di lavori,
che ha come titolo “Animi Domus” (Case dell’anima), realizzato
negli ultimi due anni, costituisce senza dubbio una novità per
quanti conoscono la storia e l’opera di Collina e una piacevole sorpresa
per quanti si accostano a lui per la prima volta. Queste opere - scrive
Martina Corgnati nel catalogo Mazzotta pubblicato per la mostra veneziana
– “rappresentano dei luoghi intermedi, sospesi, quasi dei nidi
in cui le piccole anime vaganti, orfane di un corpo di carne, possono
trovare rifugio. Sono quindi un destino ed, al tempo stesso, un passaggio
in attesa di ulteriore sublimazione e di più intensa luce. Collina
è un pittore convinto e innamorato della pittura, e quindi ha pensato
queste Domus prima di tutto come spazi, ombra, luce, più raramente
colore, padroneggiando tecniche diverse (dal tradizionale olio all’assemblage)
e concedendosi anche parecchie incursioni nella tridimensionalità.
Non si tratta propriamente di opere religiose ma di esplorazioni in un’area
di confine fra spiritualità ed irrequietezza esistenziale, inferno
e paradiso, pittura e scultura, figurazione ed astrazione; compiute da
uno che da quarant’anni a questa parte ha dipinto molte cose: dai
paesaggi straniati dell’adorato Lago di Como, all’atmosfera
incantata e pigra di una domenica mattina con giornale, letti sfatti e
caffè; e che da anni frequenta i territori impervi ed essenziali
del sacro.”
Nell’insieme
delle opere di questo ciclo (una trentina quelle in mostra) Collina riprende
e ricompone tanti temi toccati nel corso della sua ricerca - le case,
la pioggia, le porte, gli angeli, ecc. - acquisendoli nell’approfondimento
interiore del rapporto dell’uomo con il suo futuro, andando a *mettere
a fuoco il presente ma anche il destino - o meglio la destinazione (la
casa) - cui è diretto l’animus (non l’anima, in senso
propriamente cristiano), vale a dire lo spirito vitale, dell’uomo.
E per dirla con l’artista: “case per anime imprigionate così
come prigioniere si mostrarono le prime anime ‘in vista’, legate
dentro grovigli di ferro, trattenute nelle angustie di uno spazio troppo
limitato… E se l’anima può avere ancora l’ingenuità
di apparire un po’ sudicia, allora la sua casa la si può anche
identificare con il purgatorio… un purgatorio con le porte (due,
per il transito), con la pioggia (per lavare), con gli angeli (per accudire),
con le effigi degli uomini andati e con le offerte di quelli che ancora
restano…”.
La mostra, che si
inaugura giovedì 4 dicembre alle ore 18, resterà aperta
fino al 29 febbraio 2004, nei giorni di venerdì, sabato e domenica
dalle ore 16 alle 19 (possibili anche visite su appuntamento: tel. 335.6929187).
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